CENNI STORICI SULL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BELLUNO
Affondando nelle radici della storia per scoprire le origini della moderna professione forense in ambito bellunese, e non fermandosi alla leggenda o al mito, si deve partire dall’anno di grazia 1491, quindi in periodo già contrassegnato dalla dominazione veneziana, che per le città di Belluno e Feltre inizia nel 1404.
Nel 1491 viene infatti istituito, con veneto decreto del 29 aprile, il Collegio de Dottori Giuristi, con la stesura del primo Statuto successivamente riformato nel 1665. Tra i requisiti richiesti per l’ammissione (almeno a partire dal 1606) vi erano la laurea in utroque iure e la cittadinanza originaria.
Le competenze erano diverse rispetto a quelle dell’avvocato contemporaneo e comprendevano, oltre che le classiche funzioni forensi, anche l’esecuzione e l’amministrazione dei lasciti in pubblica beneficenza (c.d Commissarie).
Per arrivare alla creazione delle moderne istituzioni bisogna fare un balzo di due secoli e passare al periodo immediatamente successivo all’unità d’Italia.
La legge istitutiva dei moderni ordini, come li conosciamo attualmente, deve infatti rinvenirsi nella L. 9 giugno 1874 nr. 1938, norma fondamentale ai fini della regolamentazione dell’esercizio delle professioni forensi nelle due categorie degli avvocati e dei procuratori, distinzione, come è noto, rimasta in essere fino al 1997.
Anche per l’Ordine di Belluno ovviamente si deve fare riferimento alla succitata normativa.
Con l’avvento del fascismo venne emanata la L .nr. 1683 del 1926 che soppresse le figure del Consiglio dell’Ordine degli avvocati e quello del Consiglio di disciplina dei Procuratori sostituendoli con Commissioni reali.
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